Pandemicamente …


Reduce dal pandemico isolamento tento di ripristinare la mia quotidianità a dir poco granitica fino a febbraio 2020 (a dispetto delle avversità della vita), intrisa di viaggi d’arte, natura e mare. Il tempo vita va agguantato in ogni istante di agognata libertà perchè qui non si sa quanto si possa sopravvivere tra sfighe canoniche, crolli di ponti, tzunami, alluvioni, terremoti, stratificazioni consolidate di berlusconismi e renzismi, le castronerie dei 5 stelle, le urla prezzemoline di cacciari in ogni dove, le messe a punto del microfono della fornero *369* giorni l’anno, i detti proverbiali sciroppati di bersani. Per non parlare dell’informazione dettagliata e puntuale °.° dei vari sallusti, mieli, belpietri e damilani, l’involuzione mentale e professionale dei vari giannini, floris, formigli e giletti che quasi quasi mi fan propendere per un nanosecondo di pura follia, istinto suicida ed esasperazione verso la d’urso! Con tutta la comprensione verso chi ambisce a lauti compensi in codesti magri tempi, tuttavia non riesco a comprendere come si possa piegarsi a 90 gradi e snaturarsi completamente nei propri neuroni per anni allenati ai migliori propositi ed allungarsi al terreno a guisa di vermilinguo per meglio adattarsi ai percorsi *linguistici*, politici, informativi e pubblicitari dei propri editori.

Perfino l’Amaca di Michele Serra s’e’ tramutata in un lettino comodo comodo, caldo caldo da cui non si emette un suono, un seppur lieve tramestìo. Tutto tace, tutto dorme!

Non vorrei dimenticare, facendo così un gran brutto torto, la giuliva profusione di ricette, panacea d’ogni male, di quel santuomo buontempone di calenda che pare esser diventato il guru nazionale per ogni tipo di questione economica, sociopolitica, sanitaria, turisticoculturale, storicogeografica, al punto tale da stupirmi che non venga consultato per aver ragguagli sulle emorroidi, il bifidus attivo e la stitichezza.

Seppur puntualmente munita di mascherina e guanti, pur mantenendo ligia la distanza di sicurezza, pur alla ricerca di benevoli e beneaguranti risvegli post quarantena, son costernata nell’infrangere il mio silenzio scoprendo ahimè che nulla è cambiato all’orizzonte.

Sul Ponte Morandi ricostruito in tempi memorabili passa ufficialmente e in pompa magna la prima macchina mentre tutta la nostra Aurelia è un labirinto di semafori e di cantieri e le Autostrade pericolosi colabrodi che inghiottono e sputano tir e macchine tra calcinacci e rottami.

Post Pandemia Tutto Cambia Perchè Nulla Cambi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *